Naufragio Costa Concordia: rischio inquinamento ambientale



Sull’isola del Giglio, dopo la tragedia della Costa Concordia, secondo il prefetto, al momento non ci sono dati anomali per quello che riguarda gli idrocarburi. I valori relativi al sito in cui si trova la nave sono conformi alla normalità. L’ARPAT, che è l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ha iniziato i rilievi di tossicità per altre sostanze.

I rilievi sono stati eseguiti nel tratto di mare che riguarda la Concordia e nell’area presso i dissalatori. I risultati hanno evidenziato che non ci sono elementi di criticità e gli unici elementi di tossicità presenti sono i tensioattivi che attengono ai detersivi, e le sostanze clorurate. Alle attività per il rilievo della tossicità hanno iniziato a partecipare anche l’ISPRA, che è l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

In questo momento il monitoraggio è giornaliero, ma  nei prossimi giorni essi potranno essere duplicati o triplicati. Si è svolto anche un incontro del Comitato tecnico per definire le eventuali contromisure da adottare nel caso in cui si accerti la presenza di sostanze tossiche.

Il Professor Nicola Casagli, ordinario di Scienze della terra all’università di Firenze, ha illustrato la situazione relativa agli spostamenti della nave. Secondo i rilievi ottenuti, la velocità di spostamento è bassa, la più bassa mai registrata prima da parte dei rilevatori.

Tuttavia, sottolinea Casagli, non c’è modo di interpretare con certezza le cause di tali spostamenti. Il comandante regionale dei vigili del fuoco ha illustrato lo stato delle ricerche. Le ricerche continuano sia dall’interno che dall’esterno, in alcune zone sono stati fatti aprire diversi oblo, in modo da poter effettuare delle ispezioni a vista. Molto lavoro è speso per la pulizia delle aree.