Spazzacamini: nuove tecniche di pulizia



Lo spazzacamino è un mestiere che è nato secoli fa. In Italia e anche in Europa si prendevano bambini e ragazzi o mendicanti o orfani. La caratteristica che dovevano avere era di essere molto magri per entrare facilmente nella canna fumaria e pulirla. All’inizio lo spazzacamino faceva solo operazioni di pulizia, come la manutenzione ordinaria degli impianti fumari, senza avere alcuna responsabilità per quello che riguardava il funzionamento. In Italia il codice civile prevede la diligenza professionale e quindi devono essere applicate tutte le Norme UNI specifiche per ciascun campo di applicazione. Per gli impianti termici esiste l’abilitazione alla manutenzione ed installazione degli impianti su cui vanno ad operare. In Germania invece una legge del 1935, stabilisce che chi ha un camino non può effettuare la pulizia di persona, ma per pulirlo deve chiamare uno spazzacamino. In questa nazione gli spazzacamini avevano un monopolio, ogni quartiere era assegnato a uno.

Poi nel 2008 la legge è stata eliminata così come il monopolio. In Italia ora la figura dello spazzacamino intesa nel senso classico del termine è sparita, ma ci sono delle aziende specializzate nella pulizia dei camini, con i più moderni strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Alcune imprese edili sono in seguito diventate esperte del settore. Alcune lo sono in fumisteria, campo nel quale applicano le competenze maturate, mantenendo la cura artigianale. L’acquisizione di nuove tecniche consente di ampliare l’offerta allargandola anche al restauro e alla messa a norma di canne fumarie con il sistema Glasflex, che è molto innovativo. A questo si aggiungono le manutenzioni: dalle fuliggini di caminetti, stufe e forni a legna, al trattamento chimico per la rimozione di catrami infiammabili. Disponibile anche il servizio di manutenzione di cappe ed impianti di aspirazione delle cucine industriali di ristoranti e centri cottura, eseguito con tecnica a secco.