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Perché le zanzare non spariscono più d’inverno: il ruolo del clima e dell’inquinamento luminoso

Perché le zanzare non spariscono più d’inverno: il ruolo del clima e dell’inquinamento luminoso
Photo by Gab-Rysia – Pixabay
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Meno freddo, più luce artificiale: così cambiano i ritmi vitali degli insetti e aumentano i rischi per la salute pubblica.

Perché le zanzare non spariscono più d’inverno: il ruolo del clima e dell’inquinamento luminoso
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Le temperature in costante rialzo e l’espansione urbana stanno riscrivendo il calendario naturale delle zanzare. Se un tempo era raro avvistarle nei mesi freddi, oggi è tutt’altro che insolito trovarle in casa anche a dicembre. Il motivo? Inverni più miti, “isole di calore” nelle città e un’illuminazione notturna sempre più intensa, che alterano i segnali ambientali che guidano il loro ciclo vitale. Il risultato è una diapausa ritardata, cioè una fase di riposo invernale che inizia sempre più tardi o, in certi casi, non avviene affatto.

Come cambia il ciclo vitale delle zanzare

Normalmente, con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature, le zanzare entrano in uno stato di quiescenza. La zanzara comune (Culex pipiens) si rifugia in luoghi riparati durante l’inverno, mentre la zanzara tigre (Aedes albopictus) sopravvive grazie alle uova resistenti deposte prima del freddo. Questo schema, però, sta cambiando: temperature più alte e giorni ancora lunghi anche a fine ottobre alterano i segnali ambientali che innescano la diapausa. Alcune femmine, infatti, restano attive più a lungo del previsto, continuando a pungere e riprodursi.

Clima, luci artificiali e sopravvivenza urbana

Tre sono i principali fattori che stanno modificando il comportamento delle zanzare: clima più caldo, inquinamento luminoso e riscaldamento urbano. In laboratorio, esemplari di Culex esposti a temperature elevate – simili a quelle che si trovano nei centri urbani – hanno continuato a nutrirsi di sangue e a sviluppare le uova anche in inverno. E la luce artificiale gioca un ruolo determinante: simula un fotoperiodo estivo, confondendo le zanzare e ritardando l’ingresso nella fase di riposo. La conseguenza? Una maggiore probabilità di trovare esemplari attivi anche quando ci aspetteremmo che siano scomparsi.

Salute pubblica e monitoraggio: perché la prevenzione è essenziale

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Questo prolungamento dell’attività delle zanzare non è solo fastidioso: rappresenta un rischio per la salute. Specie esotiche come Aedes albopictus sono ormai diffuse in molte aree d’Europa, incluse Italia, Francia e Spagna, e possono trasmettere virus come Dengue, Chikungunya, Zika e Febbre gialla. Anche Culex pipiens, più comune alle nostre latitudini, è un noto vettore della Febbre del Nilo Occidentale. Prolungando la loro attività oltre i mesi estivi, queste zanzare possono mantenere in circolazione i virus anche nei periodi freddi. In questo contesto diventa fondamentale il lavoro di monitoraggio svolto da iniziative come Mosquito Alert, il progetto europeo di citizen science che raccoglie segnalazioni e dati per contenere la diffusione di specie invasive e potenzialmente pericolose.